giovedì 22 settembre 2016
mercoledì 7 settembre 2016
Emergenza incendi 2016
EMERGENZA INCENDI… DALLA CULTURA AMBIENTALE-NATURALISTICA
AD UNA
MAGGIORE RISOLUTEZZA DELLE ISTITUZIONI.
Come ormai sgraditissima consuetudine purtroppo, ci stiamo
lasciando alle spalle un'altra estate all’insegna di incendi che stanno
devastando il nostro bellissimo territorio.
Una vera e propria emergenza in tutta la provincia di Latina
che ha visto quasi tutti i comuni impegnati in questa lotta contro la malvagia
e perversa mano dell’uomo che agisce in modo oscuro, silenzioso e vigliacco.
A Sonnino quindi anche quest’anno abbiamo dovuto assistere a
questa nuova serie di veri e propri “attacchi criminali al patrimonio ambientale-naturalistico”
del nostro amato territorio!
Incendi che si sono susseguiti nell’arco di tutta l’estate e
che hanno colpito dalle frazioni fino al centro del paese, causando danni
gravissimi alla flora ed alla fauna della zona.
Vere e proprie pugnalate al cuore per chi come noi ama la
nostra natura e la sua aria pulita, le nostre bellissime colline ed i suoi
fantastici scorci!
L’incendio che si è sviluppato nelle ultime ore nella zona
delle “Calanche di Santo Nicola” ed ha proseguito il suo corso nei boschi
circostanti ha distrutto una vegetazione splendida, con lecci secolari ed altri
alberi che facevano della zona uno degli ultimi polmoni verdi del nostro amato
Sonnino.
Siamo indignati!
Proteggere e tutelare la natura e la vegetazione equivale a
proteggere e tutelare la VITA!
Le menti distruttrici che ogni estate ci “regalano” queste
spiacevoli giornate sanno che stanno facendo del male anche a loro stessi?
Sanno che stanno distruggendo ossigeno e aria pura?
Sanno che stanno esponendo sempre di più il territorio al
rischio di frane?
Sanno a quante risorse economiche si deve attingere per
contrastare un incendio?
Sanno che mettono in pericolo la vita di semplici cittadini,
volontari e personale impiegato negli spegnimenti?
Sanno che mettono in pericolo i sacrifici di una vita di una
famiglia?
Sanno che distruggono e impediscono la riproduzione alla
fauna delle nostre colline?
Sanno che distruggono la VITA?
Forse sanno anche tutte queste cose e lo fanno proprio per
cercare di arrecare il maggior danno possibile, quindi menti ancor più perverse
e malefiche! Non c’è protesta o malessere che giustifichi questo scempio!
Le istituzioni Stato-Regione-Provincia devono fare di più, perché
se i risultati di alcune azioni o contromisure messe in atto sono solo questi,
non sono soddisfacenti. Non può un territorio essere minacciato sistematicamente
da queste devastazioni, infatti vediamo che non sono solo i boschi ad essere incendiati,
ci sono anche strade statali e provinciali che nel corso di questa estate sono
state più volte bersaglio di queste “mani distruttrici” creando innumerevoli
disagi. Occorre investire su uomini e mezzi, oltre che per agire efficacemente
durante gli incendi, soprattutto per monitorare, prevenire o quantomeno
limitare questi disastri (perché alla follia umana non sempre si può porre
rimedio).
Soprattutto occorre sensibilizzare soprattutto i giovani al
rispetto ed alla tutela della natura e far capire che appiccare un incendio
equivale a un atto criminale contro l’umanità!
Infine comunque, un plauso alla nostra Amministrazione Comunale
dal Sindaco agli assessori e consiglieri che in occasione di ogni incendio sono
sempre stati pronti, disponibili e presenti 24 ore su 24 nel fronteggiare
queste emergenze, mettendo a disposizione strutture e collaborando a stretto
contatto con vigili del fuoco, protezione civile e volontari in questa
battaglia che ormai sta diventando di civiltà. A quest’ultimi in particolare va
il nostro “Grazie” per il grande lavoro svolto come sempre in ogni emergenza.
Vogliamo lanciare una piccola “provocazione” in questa guerra
impari e vigliacca che non consente confronto contro un nemico invisibile e meschino;
“voi distruggete? Noi piantiamo!”
Periodicamente piantiamo dei lecci, querce ed altri nobili alberi nelle nostre
campagne o nei nostri spazi verdi delle nostre case. Torniamo a questa
abitudine! Facciamolo fare ai ragazzi! Sarà il modo, nel nostro piccolo, in cui
abbiamo dato un nuovo inizio ad una “vita” contrapponendola a questa
distruzione.
Che sia una “Festa dell’albero diffusa e di popolo!”
Combattiamoli!
#voidistruggetenoipiantiamo
-SONNINO IN AZIONE-
sabato 6 agosto 2016
HIROSHIMA 6 AGOSTO 1945
HIROSHIMA 6 AGOSTO 1945
"...Bambini che giocavano in cortile
Cavie di una mente distruttrice
E case rase al suolo e demolite
Migliaia di persone incenerite!
Un deserto al posto di Hiroshima
E non c'è più un'anima viva!"
MENTI CRIMINALI! NOI NON DIMENTICHIAMO!
-SONNINO IN AZIONE-
martedì 19 luglio 2016
In ricordo del giudice Paolo Borsellino....
IL GIUDICE PAOLO
BORSELLINO… IL CORAGGIO DI CONTINUARE “QUELLA GUERRA” CONSAPEVOLE DELL’ESTREMO
SACRIFICIO.
Oggi ricorre
l’anniversario dell’attentato mafioso al giudice Paolo Borsellino a Palermo il
19 luglio 1992 in via D’Amelio, a 57 giorni di distanza dall’altro attentato
mafioso in cui perse la vita l’amico Giovanni Falcone.
Il giudice Borsellino
continuò sulla strada che aveva tracciato insieme al suo amico che già aveva
portato a grandi risultati assestando pesanti colpi a Cosa Nostra fin dai tempi
del maxi processo alla mafia.
L’amore smisurato per la
sua Sicilia e il desiderio di giustizia, libertà e di senso dello Stato, lo
portarono quasi a completare il quadro che vedeva nei loschi affari della mafia
diretti collegamenti con la politica, le istituzioni dello Stato,
l’imprenditoria e l’industria in tutta Italia; tutto questo frutto di anni di
lavoro e di indagini purtroppo accompagnate da una lunghissima scia di morte.
Non si fermò il giudice
Borsellino! Continuò da solo contro tutti! Abbandonato anche da quello “Stato”
a cui dedicò una vita intera e che esortava i giovani siciliani ad amare! Pur
sapendo che c’era un auto carica di tritolo in giro per Palermo che attendeva
il momento giusto per colpire.
La mafia scelse giorno,
ora e luogo con criminale lucidità…
Una strage nel cuore di
Palermo destinata a colpire il magistrato siciliano e la sua scorta: con lui
muoiono anche cinque poliziotti. Emanuela Loi (prima donna della Polizia di
Stato caduta in servizio, il cui corpo è stato trovato nel giardino di un
appartamento al piano terreno dell'edificio), Agostino Catalano, Vincenzo
Limuli, Walter Cosina e Claudio Trainama.
Borsellino, proprio come
Falcone, conosceva da palermitano ogni sfumatura degli uomini che facevano
parte di Cosa Nostra. Ne comprendeva la logica, il codice, le motivazioni,
perfino gli sguardi, senza aver bisogno di nessuno che li interpretasse. Un
patrimonio che lo rendeva di fatto, insostituibile. E proprio per questo, dopo
la morte di Falcone, era il candidato ideale a procuratore capo della nascente
procura nazionale antimafia, e quindi a diventare il nemico numero uno di Cosa
Nostra.
Dopo aver pranzato a
Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino
si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vivono la madre e la
sorella. Antonio Villo, l'unico sopravvissuto della scorta, ma gravemente
ferito, racconta quello che successe in quel pomeriggio del 19 luglio 1992.
Una Fiat 126 parcheggiata
nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo,
esplode al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i
cinque agenti. L'attentato è stato compiuto alle 17.00 in punto davanti al
civico 19. La deflagrazione, di una violenza inaudita, è stata avvertita in
gran parte della città. Quando, sull'eco del boato, hanno cominciato a
convergere mezzi delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e autoambulanze,
quanti sono arrivati per primi sul posto non hanno creduto ai propri occhi.
L'edificio in cui era diretto il magistrato è sventrato alla base e i segni di
lesioni consistenti e infissi divelti fino al quinto piano. Una ventina di
automobili che bruciavano, cadaveri e resti umani sull'asfalto.
Ufficialmente nessuno era
a conoscenza degli spostamenti di Borsellino, che solo all'ultimo minuto,
comunicava ai poliziotti addetti alla vigilanza itinerario e destinazione. La
mafia comunque sapeva che Paolo Borsellino, e lo aveva dimostrato in molte
occasioni circolando solo per le vie di Palermo, non rinunciava ad un minimo di
vita "normale". E sapeva che tra le tappe "obbligate" c'era
la vista all'anziana madre.
Sonnino in Azione ha
deposto un omaggio floreale alla targa in memoria per i giudici Falcone e
Borsellino.

-
-SONNINO IN AZIONE-
venerdì 15 luglio 2016
Attentato di Nizza la nostra vicinanza e solidarietà al popolo francese…
Attentato
di Nizza la nostra vicinanza e solidarietà al popolo francese…
Fratelli? Ma quali fratelli? Non sono nostri fratelli assassini e criminali senza patria ne onore!
Tristezza
e sgomento per l’ennesimo attentato terroristico a Nizza che ha colpito la
Francia e tutta l’Europa.
Ancora
una volta le vittime sono cittadini inermi uomini, donne, bambini, anziani
senza distinzioni in una tranquilla serata di festa.
Solo
una mente perversa e piena di odio può scagliarsi con un camion a tutta
velocità su persone che stanno tranquillamente passeggiando su un lungo mare
una sera d’estate.
Ci
rattrista però ancora una volta constatare la totale inadeguatezza della politica
europea ed internazionale incapace di dare risposte con una classe dirigente
così scarsa come poche volte si era mai vista.
Molte
le domande, le contraddizioni, le colpe che vedono la polizia, servizi di
sicurezza francesi ed europei nel mirino, quando invece questi ultimi agiscono e
lavorano sulle direttive imposte dai governi… Linee politiche alquanto
discutibili che non garantiscono né sicurezza né integrazione e gli esempi
ormai sono purtroppo innumerevoli.
Siamo
convinti che non si può prevedere perfettamente l’atto criminale di un “fanatico
assassino” che può in ogni modo e in ogni momento disseminare terrore ovunque,
come ad esempio qualche settimana fa la strage dei nostri connazionali a Dacca
nel Bangladesh; ma questi “mostri” non cadono dalle nubi… Sono cittadini
francesi, europei, immessi nel forzato circuito del multiculturalismo e pluralismo
che sta fragorosamente fallendo, o forse non è mai esistito ma è sempre stata
una “bandiera di comodo” di questi governi così “democratici” e “liberticidi”
che arbitrano sulle nostre vite.
Idea,
quella “democratica” e della falsa morale, che sta annientando l’Europa dei
popoli, delle città, delle tradizioni, della cultura.
Diceva
Giorgio Almirante: “Democratico è un aggettivo che non mi convince… e in
Parlamento so stare senza cedere ai suggerimenti ed alle false tentazioni della
democrazia.”
Un
clima di terrore quindi, mescolato al politicamente corretto della fratellanza,
dell’uguaglianza e della libertà.
Ci
si rifà ogni volta a discorsi di comodo…. Tutti fratelli…Ma quali fratelli???
Questi
sono criminali senza patria ne onore che drogati nel fisico e nello spirito
commettono le peggiori atrocità.
Noi
non consideriamo fratelli coloro che ammazzano, uccidono, sequestrano,
sottomettono in nome di una religione che ancora ad oggi non condanna e non
prende una plateale posizione e che vede proprio nella “sottomissione” la
regola principale del loro credo.
Non
ci potrà mai essere dialogo e condivisione se da una parte si vogliono
abbattere i muri e dall’altra vengono ricostruiti più spessi ed invalicabili di
prima.
Non
ci potrà mai essere un dialogo se vediamo che nel quartiere belga di Molenbeek,
covo degli attentatori di Parigi, o nella città di Marsiglia, vige l’omertà e l’ostruzionismo
da parte della comunità islamica.
Non
ci potrà mai essere un dialogo con chi “segretamente” predica e interpreta la
propria religione.
Da
qui nasce il terrorismo più o meno religioso come quello dell’attentatore di
Nizza.
Vicinanza
al popolo francese ed un pensiero alle vittime del vile attentato di Nizza.
R.I.P.
-Sonnino in Azione-
lunedì 23 maggio 2016
In ricordo del giudice Giovanni Falcone 23 maggio 1992 - 23 maggio 2016
Oggi in occasione della ricorrenza della strage di
Capaci in cui perse la vita il giudice Falcone, Sonnino in Azione ha voluto deporre
un omaggio floreale ai piedi della lapide posta dall’amministrazione comunale sulla
bellissima e colorata colonna presso le autolinee, realizzata da un ragazzo
sonninese a ricordo dei giudici Falcone e Borsellino vittime della mafia.
Questo è il nostro tributo e ringraziamento ed anche un modo sempre più netto
per ribadire a gran voce il nostro NO ad ogni mafia!
“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano
e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto,
bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e
che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”
-Giudice
Giovanni Falcone-
Il 23 maggio 1992 il giudice Giovanni Falcone venne
assassinato con sua moglie e tre uomini della sua scorta in un barbaro
attentato organizzato da Cosa nostra, in cui venne fatto saltare con un grande
quantitativo di tritolo il tratto autostradale all’altezza di Capaci al momento
del passaggio dei veicoli del giudice e della scorta.
Il giudice Giovanni Falcone impegnato in prima persona
alla lotta alla Mafia, aveva scoperto negli anni tutti gli intrecci tra il
potere mafioso, politico e imprenditoriale presente in Sicilia ma con legami in
tutta Italia ed anche negli Stati Uniti.
Le sue indagini insieme all’amico Paolo Borsellino,
anch’egli assassinato qualche mese dopo, portarono alla creazione di un grande
pool antimafia con l’obiettivo di colpire duramente e definitivamente
l’organizzazione criminale che ormai era estremamente radicata nel tessuto
sociale siciliano. Infatti a metà degli anni 80 iniziò il maxi processo che
portò in carcere numerosi elementi di spicco della mafia e vennero inflitte 360
condanne.
L’attività del giudice Falcone proseguì arrivando a
scoprire legami criminali anche nelle istituzioni dello Stato e nel sistema di
alcuni partiti politici.
Continuò instancabilmente pur sapendo di essere nel
mirino dell’organizzazione criminale che aveva individuato nel giudice Falcone
l’ostacolo da eliminare in modo violento e clamoroso, così da fungere da
deterrente per chiunque osasse ostacolare in futuro i loro affari.
L’attentato al giudice Falcone fu l’ultimo di una
lunga serie passata negli anni precedenti ma per la prima volta scosse
fortemente la Nazione e soprattutto le coscienze dei siciliani che iniziarono a
metterci la faccia e coraggiosamente a dire no alla mafia!
ONORE AL GIUDICE FALCONE E AGLI UOMINI DELLA SUA
SCORTA!
Esempio di Coraggio, di Libertà, di Senso dello Stato
e del Dovere!
NOI NON DIMENTICHIAMO!
-SONNINO IN AZIONE-
domenica 22 maggio 2016
In ricordo di Giorgio Almirante 22 maggio 1988- 22 maggio 2016
IN RICORDO DI GIORGIO
ALMIRANTE…ITALIANO
D'ALTRI TEMPI, IL FARO
DA SEGUIRE
NELL’ATTUALE OBLIO POLITICO ITALIANO.
Segretario…. Non tutto è andato perduto nella tempesta…La
fiamma eterna è stata custodita e protetta dai cuori puri che ancora ardono! Saranno
la speranza e il futuro. Le radici profonde non gelano! GRAZIE!
“La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è
nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico
qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa.”
-Giorgio
Almirante-
NOI POSSIAMO GUARDARTI NEGLI OCCHI!
-SONNINO IN AZIONE-
Iscriviti a:
Post (Atom)























