lunedì 22 maggio 2017

Ricordo di Giorgio Almirante 2017



GIORGIO ALMIRANTE 22/05/1988-2017

PRESENTE!

“La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa.“




Le radici profonde non gelano! Alta quella bandiera!!!

-SONNINO IN AZIONE-

lunedì 13 marzo 2017

LA DIFESA E’ SEMPRE LEGITTIMA! E QUANDO UN CRIMINALE ENTRA A CASA TUA DIVENTA ANCHE SACRA!



LA DIFESA E’ SEMPRE LEGITTIMA!
E QUANDO UN CRIMINALE ENTRA A CASA TUA DIVENTA ANCHE SACRA!



Come la natura ci insegna, anche l’animale più mansueto e tranquillo, se viene a trovarsi in una situazione di pericolo, senza via d’uscita davanti ad un altro animale che abbia intenzioni volte a ledere la sua incolumità o impadronirsi del suo territorio è costretto a difendersi ed a ricorrere ad ogni mezzo pur di salvare la cosa più importante, la sua vita e quella dei suoi simili se in presenza.
Per fortuna (anche se a quanto pare a volte non è proprio così) nel mondo degli uomini, ci sia lo Stato a garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini (o almeno così dovrebbe essere) davanti ad atti criminali ed a violazioni della proprietà privata e dell’incolumità della persona.
Lo Stato garantisce la sicurezza e l’incolumità tramite due organi, la Giustizia (amministrata in nome del popolo) e le forze dell’ordine, quest’ultime anche tra le molte difficoltà sempre presenti tra i cittadini con un lavoro encomiabile spesso pagato anche con la vita nello svolgimento del servizio. E cogliamo anche qui l’occasione per ribadire la nostra vicinanza ed il nostro affetto a loro sempre tra la gente ed a servizio della gente.
Tutto ciò purtroppo non basta, le forze dell’ordine negli ultimi anni hanno registrato una serie di tagli drastici a personale e mezzi in dotazione all’avanguardia per la prevenzione e la lotta alla criminalità.
Questi insieme ad una serie di altri fattori, hanno portato ad un incremento dell’attività criminale soprattutto per quanto riguarda le violazioni delle proprietà private abitative o commerciali che siano; caratterizzate da furti, violenze fisiche ed omicidi a volte solo per accaparrarsi pochi euro.
Un fenomeno che vede tristemente protagonisti nella maggior parte dei casi stranieri ed extracomunitari presenti nel territorio nazionale, tutto questo sta diventando insostenibile.
Da nord a sud gli episodi si susseguono con violazioni della proprietà privata e furti di ogni genere e come se non bastasse molto spesso non si riesce a risalire al delinquente e l’ingiustizia è completa!
Il susseguirsi di questi episodi che hanno messo a nudo in parte l’inefficienza del sistema di pubblica sicurezza ma soprattutto la mancanza di certezza della pena da parte della Giustizia, hanno portato talvolta le vittime che hanno subito ripetutamente furti e violenze, a correre ai ripari per salvare la propria vita, i propri beni ma anche l’onore…
Criminali senza scrupoli che in qualsiasi ora del giorno o della notte possono introdursi tranquillamente in una abitazione o in un locale commerciale rapinando ed a volte anche assassinando i proprietari, uomini, donne, giovani o anziani non c’è differenza.
Alcune persone purtroppo, esasperate dalla mancanza dello Stato e dalla libera azione di questi delinquenti, si sono trovate costrette a munirsi di armi talvolta anche con conseguenze tragiche; come nel caso del benzinaio Graziano Stacchio che sparò ed uccise un ladro che aveva assaltato un‘oreficeria vicina alla sua pompa di benzina, che comunque trovò la solidarietà della maggioranza degli italiani a dimostrazione del fatto che la tematica tocca da vicino tutti noi indiscriminatamente. Oppure come la vicenda di pochi giorni fa del ristoratore di Lodi che aggredito fisicamente da un malvivente che si era introdotto nella sua osteria per mettere a segno il furto, ha sparato ed ucciso il ladro.
A volte può anche succedere che le stesse persone che si sono dovute difendere per un furto o un’aggressione da questi delinquenti ostacolando la loro azione criminale devono fare i conti successivamente con minacce o dei loro “amici” o delle loro “cricche” in cerca di vendetta! ASSURDO TUTTO CIO’!
Quindi come per ogni vicenda in Italia solo quando si ripresenta l’ennesimo episodio eclatante di una tematica che porta all’indignazione popolare, si prova ad affrontare ed a discutere anche a livello politico un determinato problema, in questo caso quello della legittima difesa, PER NOI SEMPRE LEGITTIMA E SACRA!
Diverse sono le linee di pensiero e di azione volte al contrasto ed alla repressione di questi atti criminali che colpiscono liberi cittadini, occorre però al più presto studiare una legge che tuteli i cittadini garantendo sicurezza ed incolumità e scoraggi questi fenomeni criminali con l’inasprimento e la certezza della pena per gli autori.
Deve essere rivista e discussa la legittima difesa tramutandola in diritto assoluto nel caso in cui un criminale si introduce in una proprietà privata con l’intento di mettere a segno un furto o perpetrare violenze di ogni genere. NON E’ NORMALE ENTRARE CRIMINALMENTE IN UNA PROPRIETA’ PRIVATA, SE SI VERIFICA QUESTO IL CITTADINO HA IL SACRO DIRITTO DI DIFENDERSI!
Con questo non vogliamo né “militarizzare” i pensieri e né “chiamare alle armi” o fomentare violenze, assolutamente no, le leggi vanno presentate, discusse e modificate nel rispetto dello Stato di diritto di cui siamo parte; ma non possiamo continuare a vedere inermi cittadini alla mercé di questi banditi senza scrupoli che impuniti continuano indisturbatamente a commettere questi reati accrescendo ancor di più questa che ormai è diventata un’emergenza sociale.

#LADIFESAèSEMPRELEGITTIMA!

SONNINO IN AZIONE

venerdì 10 febbraio 2017

Le foibe e l'esodo...Noi non dimentichiamo.Giorno del Ricordo 2017



10 FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO PER LE VITTIME DELLE FOIBE E DELL’ESODO GIULIANO-DALMATA.







“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”
-Legge 30 marzo 2004 n°92-

Una Nazione che si definisce “civile” ha alla base della propria cultura e coscienza storica la verità, la giustizia ed il rispetto per il proprio passato, anche se quest’ultimo sia “scomodo” e “vergognoso” come la vicenda delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata.
Abbiamo l’obbligo morale, civile ed istituzionale di RICORDARE OGNI ANNO QUESTO GIORNO “al fine di conservare e rinnovare la memoria” dei nostri FRATELLI ITALIANI barbaramente uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento Slavi, oppure costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i propri affetti, la propria PATRIA, per opera dei criminali partigiani comunisti di Tito, il boia assassino che nessuno ha mai condannato.   
Quella patria che però ancora oggi rinnova la piaga e la vergogna segnata da alcune città italiane che in quei tragici tempi rifiutarono e scacciarono gli esuli definendoli “fascisti in fuga”, forse alcuni, padri delle stesse menti che oggi sbandierano l’accoglienza e l’integrazione….
Vero, storie ormai passate, il mondo è cambiato, il tempo cura le ferite e sistema le cose… Non sempre!
Quella ferita alla Storia ed all’Onore della nostra Patria non è del tutto rimarginata, anzi viene rinnovata con dosi di negazionismo ed assenza dello Stato…
Proprio quello Stato che dovrebbe ogni anno rendere il giusto omaggio ed umilmente chiedere scusa per l’oblio a cui per troppi anni è stata destinata la tragedia italiana del confine orientale e per i modi in cui vennero trattate le vicende della revisione delle frontiere, permettendo alle orde di Tito una criminale razzia legalizzata ed una pulizia etnica che si è protratta ampiamente nel dopoguerra. CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ TACIUTI ANCHE DALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE.
Quello stesso Stato che a quanto pare sta tornando VERGOGNOSAMENTE ad essere assente ingiustificato alle commemorazioni del Giorno del Ricordo, continuando a dividere i morti ed i crimini in serie A e serie B.
In un contesto storico-sociale difficile, le istituzioni pensano bene di disertare la commemorazione di un momento così delicato e controverso.
Purtroppo non ci meravigliamo, tutto questo è l’ennesima dimostrazione dell’ormai altezzosità e lontananza dal popolo di coloro che dovrebbero rappresentarci sempre e comunque.
Una Nazione Civile quindi, guarda serenamente al futuro quando ha ristabilito la verità e la giustizia del proprio passato… Quindi per adesso non può definirsi tale la nostra amata Italia.



“E ricordati anche di me
legato col ferro insieme ai miei cari
uno sparo al primo, e poi tutti giù
nelle foibe a morire
non sai, no, tu non lo sai
l'immenso orrore
vedere tua madre, tuo figlio piangere, urlare
e non sapere che fare.”

NOI NON DIMENTICHIAMO I MARTIRI DELLE FOIBE E L’ESODO DEI FRATELLI ISTRIANI, GIULIANI E DALAMATI!

SONNINO IN AZIONE

mercoledì 14 dicembre 2016

"L'Antidoto"... Riassunto attività del 2016 e gli auguri di Buone Feste di Sonnino in Azione.




Cari concittadini, amici, sostenitori, simpatizzanti…

Il 2016 sta volgendo al termine e come nostra consuetudine vogliamo fare un riassunto accompagnato dai nostri migliori auguri di Buone Feste a tutti voi con l’auspicio che il 2017 sia un anno di serenità, coesione sociale, collaborazione dove sempre maggiore sia lo spirito vero di sonninesità e amore verso il paese e la sua gente.
Con grande gioia da parte nostra vogliamo sottolineare come il 2016, anche tra le sue difficoltà del momento storico, politico, economico e culturale, è stato l’anno dove si è andata affermando in modo sempre più netto l’esigenza, la curiosità e la voglia di sapere sulla nostra Storia, Tradizione e Radici.
Un mondo ormai antico ma allo stesso tempo affascinate, misterioso e ricco di sapienza, da qui la voglia di scoprire.
Molti i gruppi e le associazioni impegnati in questo frangente, con attività che variano dall’ambiente ed al territorio alla storia fino ad arrivare alle tradizioni culinarie, tutto ciò da sonninesi ci rende ancor più orgogliosi. Uno dei motivi per cui abbiamo sempre continuato nella nostra militanza, si politica ma con riferimenti chiari e inequivocabili volti al nostro amato Sonnino.
Tutto questo è possibile soprattutto alla dedizione ed alla passione dei volontari delle varie associazioni ma anche dal solco tracciato dall’Amministrazione Comunale da noi sempre sostenuta a testa alta e senza nasconderci, tra la gente e per la gente! Amministrazione sempre presente e aperta ad ogni collaborazione che ha sempre dato massima priorità all’associazionismo territoriale.
Un paese cresce socialmente e culturalmente così.
Sonnino in Azione quindi ha iniziato il 2016 consegnando i pacchi del materiale scolastico raccolto nell’iniziativa “Natale solidale” di dicembre 2015, ai plessi del territorio di Sonnino, grande risultato come sempre nelle nostre consuete raccolte. Alla consegna del materiale donato alle scuole, parlando con i responsabili, abbiamo espresso la volontà di farne un uso oculato e ragionato.
Ci siamo attivati da inizio anno per chiedere ufficialmente all’amministrazione comunale di dedicare tre strade, larghi o luoghi del paese a tre grandi personalità della politica italiana del passato, grandi uomini come Giorgio Almirante, Alcide De Gasperi ed Enrico Berlinguer estremamente diversi fra loro con ideali contrapposti ma che hanno fatto la storia politica e sociale della Nazione.
La Storia è mutata, ma la loro onestà, trasparenza e spirito di appartenenza devono essere il faro della nuova politica che deve si andare al passo con i tempi e la modernità del nuovo mondo che va delineandosi senza però snaturare gli ideali, quello che purtroppo ad oggi sta succedendo nella politica italiana con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi.
Nel mese di febbraio di questo 2016 purtroppo ci ha lasciati Mario Magnarelli (ze Mariotto) storico segretario del MSI a Sonnino nostro amico e sostenitore, sempre al nostro fianco nelle iniziative, feste, e momenti di aggregazione come abbiamo scritto anche in sua memoria “esempio di militanza e di appartenenza ad una Bandiera… Quella Bandiera!”. Abbiamo reso il giusto omaggio a ze Mariotto e dedicato a lui il tesseramento 2017 di Sonnino in Azione. Ciao ze Mariò! A noi! LE RADICI PROFONDE NON GELANO!
Abbiamo proseguito l’anno con la partecipazione del nostro gruppo alla grande manifestazione della “Passione vivente” insieme alla parrocchia, alla Pro Loco e tutte le associazioni del nostro territorio, con la rappresentazione che si è svolta da Piazza Garibaldi fino a Monte della Pietà, dove in una serata anche fredda c’è stata una grande partecipazione popolare degna dei grandi eventi.
Una bellissima soddisfazione che ha ripagato i nostri sforzi e quella di tantissimi volontari.
Tra aprile e maggio abbiamo continuato la nostra opera di manutenzione ordinaria come da impegno preso con amministrazione e cittadini alla “Posta dejo bregante”, dove con molto piacere constatiamo che il luogo si popola sempre più di verde…Il duro lavoro dà i suoi frutti. Ringraziamo ancora tutti i cittadini che si complimentano con noi e ci sono vicini in quest’opera che prosegue nel tempo.
Durante l’estate ci siamo occupati della nostra sede in via Vittorio Emanuele ed abbiamo fatto diversi incontri per numerose attività che ci siamo prefissati di attuare.
Nel mese di settembre abbiamo aderito al “Comitato per il NO alla riforma costituzionale” voluta dal governo Renzi, spiegando le nostre ponderate ragioni all’opposizione di questa riforma aderendo al comitato di zona “NOI NO! Monti Lepini-Ausoni” insieme al Sindaco Luciano De Angelis ed altri esponenti dei comuni limitrofi.
Nel mese di ottobre abbiamo aperto il tesseramento 2017 di Sonnino in Azione.
Nell’arco dell’anno come sempre abbiamo ricordato e reso omaggio, ovviamente in controtendenza con chi sostiene che “ormai sono cose passate”, alle varie ricorrenze che da sempre hanno animato il nostro ideale, la tragedia delle foibe, i vari ricordi di Almirante, i giudici Falcone e Borsellino ai quali nelle loro giornate a ricordo abbiamo deposto un omaggio floreale nella lapide presso il terminal; il 4 novembre nella festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate; il ricordo dei ragazzi militanti di destra caduti negli anni bui dell’odio politico; le grandi personalità idealistiche e gli eroi nazionali (anche quelli dimenticati); le Date quelle cadute nel dimenticatoio della storia ma che più di tutte hanno fatto Storia; il Patriottismo in tutte le sue forme (che non è reato); attualità, politica e molto altro.
Verso la fine dell’anno ci siamo attivati ancora per la manutenzione periodica alla “Posta dejo Bregante” ed abbiamo fatto numerose riunioni per diverse attività tra cui gli incontri per il “Progetto legalità” con le associazioni e istituzioni, infine in questi giorni le riunioni per la realizzazione del “Presepe vivente” nel centro storico con la Parrocchia, Pro Loco e molti volontari delle varie zone del territorio.
Come diciamo sempre… L’AZIONE prima di tutto!
Un pensiero anche all’amministrazione comunale che abbiamo sempre sostenuto e sosteniamo ancora oggi sempre con maggiore convinzione.
Facile è criticare ed elevarsi a giudici supremi stando lontani dai problemi reali. Difficile è amministrare un paese nel 2016, risorse poche al minimo del consentito, difficoltà sempre maggiori figlie di una politica nazionale distruttrice degli ultimi anni… Come ogni famiglia, anche la “cosa pubblica” attraversa un grave momento di crisi, quello che prima era normale amministrazione oggi diventa un fatto straordinario, basti guardare TUTTI i comuni (almeno quelli della nostra provincia) le crisi politiche ed economiche che stanno attraversando. Qui entra in ballo la competenza, la serietà, la capacità e la responsabilità. Sonnino fortunatamente è guidato da ragazzi, capaci, umili, disponibili e sempre tra la gente con un Sindaco cui orgogliosamente siamo legati da una grande amicizia e stima profonda, vera guida e tutore del paese. Continuate così! Il vostro lavoro di questi anni sta portando i frutti sperati, il paese può solo crescere! Noi siamo con voi, saremo sempre dalla parte di chi agisce per creare e non per distruggere!
Per concludere…
Ci sentiamo fortunati, sempre in controtendenza o meglio come piace a noi “controvento”, siamo un gruppo di ragazzi che ancora nel contesto sociale odierno, riusciamo a sederci in una sede e guardarci in faccia durante una riunione, per confrontarci e discutere insieme su idee, progetti, lavori, partecipazioni, per il bene del paese e per la sua crescita con lo sguardo sempre fisso al futuro. Liberi, Belli e Ribelli, sempre convinti che possiamo e dobbiamo fare di più consapevoli e felici di ciò, puntiamo sempre a più alte imprese! Rispetto per tutti, paura di nessuno!
 Auguri a tutti i nostri ragazzi volontari e sostenitori senza di voi ogni anno tutto questo non sarebbe possibile. Siete ancora quella che definiamo “la meglio gioventù!”.

 Auguri a tutte le associazioni, organizzazioni e volontari di Sonnino.

“Vivere ardendo e non bruciarsi mai!”

…A tutti gli auguri di Buon Natale e felice anno nuovo!

SONNINO IN AZIONE




venerdì 4 novembre 2016

4 novembre 2016



4 NOVEMBRE…FESTA DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE.













Ai fratelli d’Italia che difesero i Sacri ed Intangibili confini della Patria.

A tutti i soldati italiani caduti in ogni parte del mondo.


PRESENTE!


Noi non dimentichiamo! ONORE! 



“Il fante l’alpino, il bersagliere,


il marinaio, il pilota, il granatiere,


la crocerossina, l’ardito e il cappellano:


tutto l’eroismo del popolo italiano.”



 OGGI METTIAMO ORGOGLIOSAMENTE UN TRICOLORE ALLE NOSTRE FINESTRE!






SONNINO IN AZIONE

lunedì 3 ottobre 2016

Norma Cossetto... Terra rossa d'Istria, terre mai dimenticate.


NORMA COSSETTO…Martire e simbolo dell’immane strage delle foibe.





Medaglia d' oro al merito civile alla memoria

«Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio.»

-Villa Surani (Istria) – 5 Ottobre 1943-



Norma Cossetto (Santa Domenica di Visinada, 17 Maggio 1920 - Antignana o foiba di Villa Surani, 4 o 5 ottobre 1943 ) è stata una studentessa italiana,  istriana di un paese vicino Visignano,  vittima dei partigiani titini dell' esercito popolare di liberazioni della Iugoslavia.
Norma viveva a San Domenico di Visinada e si stava laureando in lettere e filosofia all'università di Padova.
Norma Cossetto apparteneva a una nota famiglia di possidenti fascisti: il padre Giuseppe Cossetto era un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista ricoprendo a lungo l'incarico di segretario politico del Fascio locale e di commissario governativo delle Casse Rurali. Inoltre fu anche podestà di Visinada.
 Nel 1943 era ufficiale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e in seguito ai fatti dell'8 settembre fu trasferito presso il Comando della Milizia di Trieste.  Pochi giorni dopo la morte di Norma fu ucciso e anch'esso infoibato.
Nel 1939, diplomatasi presso il Regio Liceo Vittorio Emanuele III di Gorizia, Norma Cossetto si iscrisse all' Università di Padova e aderì ai Gruppi Universitari Fascisti della più vicina Pola. A partire dal 1941 alternò lo studio a supplenze scolastiche a Pisino e a Parenzo.
Nell'estate 1943 stava preparando la tesi di laurea intitolata Istria Rossa (riferita alla terra ricca di bauxite  dell' Istria) e aveva come insegnante di geografia che ne seguiva la tesi il prof. Arrigo Lorenzi, Norma spesso girava in bicicletta per i paesi dell'Istria visitando municipi e canoniche alla ricerca di archivi che le consentissero di sviluppare la sua tesi di laurea.
Dopo l'8 settembre, secondo la testimonianza della sorella Licia, la famiglia cominciò a ricevere minacce anche armate. Il 25 settembre 1943, diciassette giorni dopo la capitolazione dell'Italia e il disfacimento dell'esercito, un gruppo di partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani approfittando dello sbandamento genera­le, irruppe in casa Cossetto, razziando ogni cosa:
« Ci hanno portato via tutto. Si sono presi anche le divise di papà, che in seguito hanno indossato cucendoci sopra la stella rossa!...Una volta hanno anche sparato in casa. La mamma era terrorizzata e anche noi ragazze. Tuttavia, Norma era un po' più ottimista e sperava che tutto questo disordine anche morale si dissolvesse presto. »
(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma.)
Il 26 settembre 1943 un partigiano di nome Giorgio si recò a casa dei Cossetto convocando Norma al Comando partigiano nell'ex caserma dei Carabinieri di Visignano.   Il comando partigiano era composto da partigiani comunisti sia italiani sia slavi. Qui dopo essere stata interrogata, le fu poi richiesto di entrare nel movimento partigiano,   proposta che Norma rifiutò.  A quel punto Norma fu rilasciata.

Il giorno successivo il 27 settembre Norma fu arrestata dai partigiani insieme ad ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici tra i quali Eugenio Cossetto, Antonio Posar, Antonio Ferrarin, Alda Riosa vedova Mechis in Sciortino, Maria Valenti, Umberto Zotter ed altri, numerosi abitanti di San Domenico, Castellier, Ghedda, Villanova e Parenz. I prigionieri furono tutti confinati nella ex caserma della Guardi di Finanza a Parenzo. Qui fu raggiunta dalla sorella Lidia che tentò inutilmente di ottenerne il rilascio. Un paio di giorni dopo i tedeschi occuparono Visinada così i partigiani sentendosi minacciati, in nottata a bordo di un autocarro, trasferirono tutti i prigionieri nella scuola di Antignana  trasformata in prigione.
Nella scuola di Antignana, Norma fu separata dagli altri prigionieri. Tra il primo e il 4 ottobre Norma, legata nuda ad un tavolo, fu sottoposta a sevizie e stuprata  dai suoi carcerieri. Secondo alcune testimonianze erano 17.
L'episodio della violenza carnale fu poi riferito da una donna abitante davanti l'ex caserma, che, attirata da gemiti e lamenti, appena buio osò avvicinarsi alle imposte socchiuse vedendo Norma legata al tavolo.
« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l'abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all'addome.... Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l'abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: "Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch'io"» »
(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma)
La notte tra il 4 e 5 ottobre Norma e gli altri ventisei prigionieri legati col fil di ferro, furono costretti a spostarsi a piedi fino a Villa Surani. Qui, ancora vivi, furono gettati nella foiba   li vicina. Norma e le altre donne prima di essere uccise furono nuovamente sottoposte a violenze.
Poco tempo dopo anche la sorella Lidia fu arrestata e dopo un lungo interrogatorio rilasciata con la minaccia di venir nuovamente arrestata.
« Anch'io qualche tempo dopo sono stata arrestata. Mi prelevarono un pomeriggio, gente del posto, e mi portarono preso la scuola di Castellier, per interrogarmi: volevano sapere dove fosse mio padre e altre notizie sulla nostra famiglia, inoltre insistevano perché io aderissi alla loro causa. Al mio rifiuto mi riaccompagnarono a casa, sempre sotto scorta, e mi dissero che mi avrebbero ripresa al più presto. »
(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma).
Quando il padre Giuseppe Cossetto venne a conoscenza dell'arresto della figlia si aggregò ad un reparto della Milizia di Trieste  e rientrò al paese. Qui cominciò a fare domande sulla sorte della figlia finché, a sua volta, il 7 ottobre 1943, insieme ad un parente, Mario Bellini, anch'esso della Milizia, fu ucciso a coltellate a Castellier-Santa Domenica  da un partigiano. I due corpi furono pochi giorni dopo gettati in una foiba. Dopo l'occupazione tedesca dell'Istria, il 10 dicembre 1943 i vigili del fuoco di Pola guidati dal maresciallo Arnaldo Harzarich, ritrovarono il corpo di Norma nella foiba profonda m. 136: era caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri; aveva ambedue i seni pugnalati, un pezzo di legno conficcato nella vagina  e altre parti del corpo sfregiate. Arnaldo Harzarich dichiarò la propria «certezza che anche negli ultimi istanti le ragazze avessero dovuto lottare contro la brutalità dei partigiani».
Emanuele Cossetto, che identificò la nipote Norma, riconobbe sul suo corpo varie ferite d'arma da taglio e altrettanto riscontrò sui cadaveri degli altri.
A seguito di denuncia da parte della sorella Lidia, i soldati tedeschi catturarono sedici dei suoi assassini e li costrinsero a passare la notte in piedi vegliando la salma di Norma, prima di essere fucilati all'alba del giorno successivo: tre partigiani impazzirono. Il cadavere di Norma fu composto nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Santa Domenica.
Norma riposa assieme al padre nel cimitero di S. Domenica di Visinada, una frazione di Visignano.
Nell' autunno 1944  a Trieste  nacque il Gruppo d' Azione Femminile " Norma Cossetto"  dipendente dalla federazione del PFR  , unico esempio di corpo paramilitare femminile della Repubblica Sociale Italiana. 
L' Università di Padova  su proposta del rettore,  Concetto Marchesi, e del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, le conferì la laureaad honorem sei anni dopo la morte.
L'8 febbraio 2005  l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi  ha insignito Norma Cossetto della Medaglia d' oro al merito civile.
Il 10 febbraio 2011  l'Università degli Studi di Padova e Il Comune di Padova, nell'ambito delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, ha scoperto nel Cortile Littorio del Palazzo del Bo' (sede del Rettorato e della Facoltà di giurisprudenza) una targa commemorativa della morte di Norma Cossetto e della laurea honoris causa lei attribuita. Il Comune di Narni (Terni)   nel luglio 2011  le ha dedicato una via, come il Comune di Bolzano , intitolando una via a Norma Cossetto il 22 ottobre 2012.
AGGHIACCIANTE RACCONTO DELLA SORELLA LUCIA:
« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome…. Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”» »

Alla fine del 2016 verrà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film “Rosso Istria”, di Maximiliano Hernando Bruno, la cui sceneggiatura è stata scritta da Antonello Belluco, parla della vita di Norma Cossetto e della sua tragedia collegata alle vicende delle terre Istriane- Giuliano- Dalmate nel 1943-1945.




                                                                             SONNINO IN AZIONE