lunedì 22 maggio 2017
lunedì 13 marzo 2017
LA DIFESA E’ SEMPRE LEGITTIMA! E QUANDO UN CRIMINALE ENTRA A CASA TUA DIVENTA ANCHE SACRA!
LA DIFESA E’ SEMPRE
LEGITTIMA!
E QUANDO UN CRIMINALE ENTRA A CASA TUA DIVENTA ANCHE SACRA!
Come la natura ci
insegna, anche l’animale più mansueto e tranquillo, se viene a trovarsi in una
situazione di pericolo, senza via d’uscita davanti ad un altro animale che
abbia intenzioni volte a ledere la sua incolumità o impadronirsi del suo
territorio è costretto a difendersi ed a ricorrere ad ogni mezzo pur di salvare
la cosa più importante, la sua vita e quella dei suoi simili se in presenza.
Per fortuna (anche se a
quanto pare a volte non è proprio così) nel mondo degli uomini, ci sia lo Stato
a garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini (o almeno così dovrebbe
essere) davanti ad atti criminali ed a violazioni della proprietà privata e
dell’incolumità della persona.
Lo Stato garantisce la
sicurezza e l’incolumità tramite due organi, la Giustizia (amministrata in nome
del popolo) e le forze dell’ordine, quest’ultime anche tra le molte difficoltà
sempre presenti tra i cittadini con un lavoro encomiabile spesso pagato anche
con la vita nello svolgimento del servizio. E cogliamo anche qui l’occasione
per ribadire la nostra vicinanza ed il nostro affetto a loro sempre tra la
gente ed a servizio della gente.
Tutto ciò purtroppo non
basta, le forze dell’ordine negli ultimi anni hanno registrato una serie di
tagli drastici a personale e mezzi in dotazione all’avanguardia per la
prevenzione e la lotta alla criminalità.
Questi insieme ad una
serie di altri fattori, hanno portato ad un incremento dell’attività criminale
soprattutto per quanto riguarda le violazioni delle proprietà private abitative
o commerciali che siano; caratterizzate da furti, violenze fisiche ed omicidi a
volte solo per accaparrarsi pochi euro.
Un fenomeno che vede
tristemente protagonisti nella maggior parte dei casi stranieri ed
extracomunitari presenti nel territorio nazionale, tutto questo sta diventando
insostenibile.
Da nord a sud gli episodi
si susseguono con violazioni della proprietà privata e furti di ogni genere e
come se non bastasse molto spesso non si riesce a risalire al delinquente e l’ingiustizia
è completa!
Il susseguirsi di questi
episodi che hanno messo a nudo in parte l’inefficienza del sistema di pubblica
sicurezza ma soprattutto la mancanza di certezza della pena da parte della
Giustizia, hanno portato talvolta le vittime che hanno subito ripetutamente
furti e violenze, a correre ai ripari per salvare la propria vita, i propri
beni ma anche l’onore…
Criminali senza scrupoli
che in qualsiasi ora del giorno o della notte possono introdursi
tranquillamente in una abitazione o in un locale commerciale rapinando ed a
volte anche assassinando i proprietari, uomini, donne, giovani o anziani non c’è
differenza.
Alcune persone purtroppo,
esasperate dalla mancanza dello Stato e dalla libera azione di questi
delinquenti, si sono trovate costrette a munirsi di armi talvolta anche con
conseguenze tragiche; come nel caso del benzinaio Graziano Stacchio che sparò
ed uccise un ladro che aveva assaltato un‘oreficeria vicina alla sua pompa di
benzina, che comunque trovò la solidarietà della maggioranza degli italiani a
dimostrazione del fatto che la tematica tocca da vicino tutti noi indiscriminatamente.
Oppure come la vicenda di pochi giorni fa del ristoratore di Lodi che aggredito
fisicamente da un malvivente che si era introdotto nella sua osteria per
mettere a segno il furto, ha sparato ed ucciso il ladro.
A volte può anche succedere
che le stesse persone che si sono dovute difendere per un furto o un’aggressione
da questi delinquenti ostacolando la loro azione criminale devono fare i conti
successivamente con minacce o dei loro “amici” o delle loro “cricche” in cerca
di vendetta! ASSURDO TUTTO CIO’!
Quindi come per ogni
vicenda in Italia solo quando si ripresenta l’ennesimo episodio eclatante di una
tematica che porta all’indignazione popolare, si prova ad affrontare ed a
discutere anche a livello politico un determinato problema, in questo caso
quello della legittima difesa, PER NOI SEMPRE LEGITTIMA E SACRA!
Diverse sono le linee di
pensiero e di azione volte al contrasto ed alla repressione di questi atti criminali
che colpiscono liberi cittadini, occorre però al più presto studiare una legge
che tuteli i cittadini garantendo sicurezza ed incolumità e scoraggi questi
fenomeni criminali con l’inasprimento e la certezza della pena per gli autori.
Deve essere rivista e
discussa la legittima difesa tramutandola in diritto assoluto nel caso in cui
un criminale si introduce in una proprietà privata con l’intento di mettere a
segno un furto o perpetrare violenze di ogni genere. NON E’ NORMALE ENTRARE
CRIMINALMENTE IN UNA PROPRIETA’ PRIVATA, SE SI VERIFICA QUESTO IL CITTADINO HA
IL SACRO DIRITTO DI DIFENDERSI!
Con questo non vogliamo né
“militarizzare” i pensieri e né “chiamare alle armi” o fomentare violenze,
assolutamente no, le leggi vanno presentate, discusse e modificate nel rispetto
dello Stato di diritto di cui siamo parte; ma non possiamo continuare a vedere
inermi cittadini alla mercé di questi banditi senza scrupoli che impuniti
continuano indisturbatamente a commettere questi reati accrescendo ancor di più
questa che ormai è diventata un’emergenza sociale.
#LADIFESAèSEMPRELEGITTIMA!
SONNINO IN AZIONE
venerdì 10 febbraio 2017
Le foibe e l'esodo...Noi non dimentichiamo.Giorno del Ricordo 2017
10
FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO PER LE VITTIME DELLE FOIBE E DELL’ESODO
GIULIANO-DALMATA.
“La
Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di
conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le
vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e
dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine
orientale.”
-Legge 30 marzo 2004
n°92-
Una
Nazione che si definisce “civile” ha alla base della propria cultura e
coscienza storica la verità, la giustizia ed il rispetto per il proprio
passato, anche se quest’ultimo sia “scomodo” e “vergognoso” come la vicenda
delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata.
Abbiamo
l’obbligo morale, civile ed istituzionale di RICORDARE OGNI ANNO QUESTO GIORNO “al
fine di conservare e rinnovare la memoria” dei nostri FRATELLI ITALIANI
barbaramente uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento Slavi, oppure
costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i propri affetti,
la propria PATRIA, per opera dei criminali partigiani comunisti di Tito, il
boia assassino che nessuno ha mai condannato.
Quella
patria che però ancora oggi rinnova la piaga e la vergogna segnata da alcune
città italiane che in quei tragici tempi rifiutarono e scacciarono gli esuli
definendoli “fascisti in fuga”, forse alcuni, padri delle stesse menti che oggi
sbandierano l’accoglienza e l’integrazione….
Vero,
storie ormai passate, il mondo è cambiato, il tempo cura le ferite e sistema le
cose… Non sempre!
Quella
ferita alla Storia ed all’Onore della nostra Patria non è del tutto
rimarginata, anzi viene rinnovata con dosi di negazionismo ed assenza dello
Stato…
Proprio
quello Stato che dovrebbe ogni anno rendere il giusto omaggio ed umilmente
chiedere scusa per l’oblio a cui per troppi anni è stata destinata la tragedia
italiana del confine orientale e per i modi in cui vennero trattate le vicende
della revisione delle frontiere, permettendo alle orde di Tito una criminale
razzia legalizzata ed una pulizia etnica che si è protratta ampiamente nel
dopoguerra. CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ TACIUTI ANCHE DALLA COMUNITA’
INTERNAZIONALE.
Quello
stesso Stato che a quanto pare sta tornando VERGOGNOSAMENTE ad essere assente
ingiustificato alle commemorazioni del Giorno del Ricordo, continuando a dividere
i morti ed i crimini in serie A e serie B.
In
un contesto storico-sociale difficile, le istituzioni pensano bene di disertare
la commemorazione di un momento così delicato e controverso.
Purtroppo
non ci meravigliamo, tutto questo è l’ennesima dimostrazione dell’ormai altezzosità
e lontananza dal popolo di coloro che dovrebbero rappresentarci sempre e
comunque.
Una
Nazione Civile quindi, guarda serenamente al futuro quando ha ristabilito la
verità e la giustizia del proprio passato… Quindi per adesso non può definirsi
tale la nostra amata Italia.
“E
ricordati anche di me
legato
col ferro insieme ai miei cari
uno
sparo al primo, e poi tutti giù
nelle
foibe a morire
non
sai, no, tu non lo sai
l'immenso
orrore
vedere
tua madre, tuo figlio piangere, urlare
e
non sapere che fare.”
NOI
NON DIMENTICHIAMO I MARTIRI DELLE FOIBE E L’ESODO DEI FRATELLI ISTRIANI,
GIULIANI E DALAMATI!
SONNINO
IN AZIONE
mercoledì 14 dicembre 2016
"L'Antidoto"... Riassunto attività del 2016 e gli auguri di Buone Feste di Sonnino in Azione.
Cari concittadini, amici, sostenitori, simpatizzanti…
Il 2016 sta volgendo al
termine e come nostra consuetudine vogliamo fare un riassunto accompagnato dai
nostri migliori auguri di Buone Feste a tutti voi con l’auspicio che il 2017
sia un anno di serenità, coesione sociale, collaborazione dove sempre maggiore
sia lo spirito vero di sonninesità e amore verso il paese e la sua gente.
Con grande gioia da parte
nostra vogliamo sottolineare come il 2016, anche tra le sue difficoltà del
momento storico, politico, economico e culturale, è stato l’anno dove si è
andata affermando in modo sempre più netto l’esigenza, la curiosità e la voglia
di sapere sulla nostra Storia, Tradizione e Radici.
Un mondo ormai antico ma
allo stesso tempo affascinate, misterioso e ricco di sapienza, da qui la voglia
di scoprire.
Molti i gruppi e le
associazioni impegnati in questo frangente, con attività che variano
dall’ambiente ed al territorio alla storia fino ad arrivare alle tradizioni
culinarie, tutto ciò da sonninesi ci rende ancor più orgogliosi. Uno dei motivi
per cui abbiamo sempre continuato nella nostra militanza, si politica ma con
riferimenti chiari e inequivocabili volti al nostro amato Sonnino.
Tutto questo è possibile
soprattutto alla dedizione ed alla passione dei volontari delle varie
associazioni ma anche dal solco tracciato dall’Amministrazione Comunale da noi
sempre sostenuta a testa alta e senza nasconderci, tra la gente e per la gente!
Amministrazione sempre presente e aperta ad ogni collaborazione che ha sempre
dato massima priorità all’associazionismo territoriale.
Un paese cresce
socialmente e culturalmente così.
Sonnino in Azione quindi
ha iniziato il 2016 consegnando i pacchi del materiale scolastico raccolto
nell’iniziativa “Natale solidale” di dicembre 2015, ai plessi del territorio di
Sonnino, grande risultato come sempre nelle nostre consuete raccolte. Alla
consegna del materiale donato alle scuole, parlando con i responsabili, abbiamo
espresso la volontà di farne un uso oculato e ragionato.
Ci siamo attivati da
inizio anno per chiedere ufficialmente all’amministrazione comunale di dedicare
tre strade, larghi o luoghi del paese a tre grandi personalità della politica
italiana del passato, grandi uomini come Giorgio Almirante, Alcide De Gasperi
ed Enrico Berlinguer estremamente diversi fra loro con ideali contrapposti ma
che hanno fatto la storia politica e sociale della Nazione.
La Storia è mutata, ma la
loro onestà, trasparenza e spirito di appartenenza devono essere il faro della
nuova politica che deve si andare al passo con i tempi e la modernità del nuovo
mondo che va delineandosi senza però snaturare gli ideali, quello che purtroppo
ad oggi sta succedendo nella politica italiana con le conseguenze che sono
sotto i nostri occhi.
Nel mese di febbraio di
questo 2016 purtroppo ci ha lasciati Mario Magnarelli (ze Mariotto) storico
segretario del MSI a Sonnino nostro amico e sostenitore, sempre al nostro
fianco nelle iniziative, feste, e momenti di aggregazione come abbiamo scritto
anche in sua memoria “esempio di militanza e di appartenenza ad una Bandiera…
Quella Bandiera!”. Abbiamo reso il giusto omaggio a ze Mariotto e dedicato a
lui il tesseramento 2017 di Sonnino in Azione. Ciao ze Mariò! A noi! LE RADICI
PROFONDE NON GELANO!
Abbiamo proseguito l’anno
con la partecipazione del nostro gruppo alla grande manifestazione della
“Passione vivente” insieme alla parrocchia, alla Pro Loco e tutte le
associazioni del nostro territorio, con la rappresentazione che si è svolta da
Piazza Garibaldi fino a Monte della Pietà, dove in una serata anche fredda c’è
stata una grande partecipazione popolare degna dei grandi eventi.
Una bellissima
soddisfazione che ha ripagato i nostri sforzi e quella di tantissimi volontari.
Tra aprile e maggio
abbiamo continuato la nostra opera di manutenzione ordinaria come da impegno
preso con amministrazione e cittadini alla “Posta dejo bregante”, dove con
molto piacere constatiamo che il luogo si popola sempre più di verde…Il duro
lavoro dà i suoi frutti. Ringraziamo ancora tutti i cittadini che si
complimentano con noi e ci sono vicini in quest’opera che prosegue nel tempo.
Durante l’estate ci siamo
occupati della nostra sede in via Vittorio Emanuele ed abbiamo fatto diversi
incontri per numerose attività che ci siamo prefissati di attuare.
Nel mese di settembre
abbiamo aderito al “Comitato per il NO alla riforma costituzionale” voluta dal
governo Renzi, spiegando le nostre ponderate ragioni all’opposizione di questa
riforma aderendo al comitato di zona “NOI NO! Monti Lepini-Ausoni” insieme al
Sindaco Luciano De Angelis ed altri esponenti dei comuni limitrofi.
Nel mese di ottobre
abbiamo aperto il tesseramento 2017 di Sonnino in Azione.
Nell’arco dell’anno come
sempre abbiamo ricordato e reso omaggio, ovviamente in controtendenza con chi
sostiene che “ormai sono cose passate”, alle varie ricorrenze che da sempre
hanno animato il nostro ideale, la tragedia delle foibe, i vari ricordi di
Almirante, i giudici Falcone e Borsellino ai quali nelle loro giornate a
ricordo abbiamo deposto un omaggio floreale nella lapide presso il terminal; il
4 novembre nella festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate; il ricordo
dei ragazzi militanti di destra caduti negli anni bui dell’odio politico; le
grandi personalità idealistiche e gli eroi nazionali (anche quelli
dimenticati); le Date quelle cadute nel dimenticatoio della storia ma che più
di tutte hanno fatto Storia; il Patriottismo in tutte le sue forme (che non è
reato); attualità, politica e molto altro.
Verso la fine dell’anno
ci siamo attivati ancora per la manutenzione periodica alla “Posta dejo
Bregante” ed abbiamo fatto numerose riunioni per diverse attività tra cui gli
incontri per il “Progetto legalità” con le associazioni e istituzioni, infine
in questi giorni le riunioni per la realizzazione del “Presepe vivente” nel
centro storico con la Parrocchia, Pro Loco e molti volontari delle varie zone
del territorio.
Come diciamo sempre…
L’AZIONE prima di tutto!
Un pensiero anche
all’amministrazione comunale che abbiamo sempre sostenuto e sosteniamo ancora
oggi sempre con maggiore convinzione.
Facile è criticare ed
elevarsi a giudici supremi stando lontani dai problemi reali. Difficile è
amministrare un paese nel 2016, risorse poche al minimo del consentito,
difficoltà sempre maggiori figlie di una politica nazionale distruttrice degli
ultimi anni… Come ogni famiglia, anche la “cosa pubblica” attraversa un grave
momento di crisi, quello che prima era normale amministrazione oggi diventa un
fatto straordinario, basti guardare TUTTI i comuni (almeno quelli della nostra
provincia) le crisi politiche ed economiche che stanno attraversando. Qui entra
in ballo la competenza, la serietà, la capacità e la responsabilità. Sonnino
fortunatamente è guidato da ragazzi, capaci, umili, disponibili e sempre tra la
gente con un Sindaco cui orgogliosamente siamo legati da una grande amicizia e
stima profonda, vera guida e tutore del paese. Continuate così! Il vostro
lavoro di questi anni sta portando i frutti sperati, il paese può solo
crescere! Noi siamo con voi, saremo sempre dalla parte di chi agisce per creare
e non per distruggere!
Per concludere…
Ci sentiamo fortunati, sempre
in controtendenza o meglio come piace a noi “controvento”, siamo un gruppo di
ragazzi che ancora nel contesto sociale odierno, riusciamo a sederci in una
sede e guardarci in faccia durante una riunione, per confrontarci e discutere
insieme su idee, progetti, lavori, partecipazioni, per il bene del paese e per
la sua crescita con lo sguardo sempre fisso al futuro. Liberi, Belli e Ribelli,
sempre convinti che possiamo e dobbiamo fare di più consapevoli e felici di
ciò, puntiamo sempre a più alte imprese! Rispetto per tutti, paura di nessuno!
Auguri a tutti i nostri ragazzi volontari e
sostenitori senza di voi ogni anno tutto questo non sarebbe possibile. Siete
ancora quella che definiamo “la meglio gioventù!”.
Auguri a tutte le associazioni, organizzazioni
e volontari di Sonnino.
“Vivere ardendo e non
bruciarsi mai!”
…A tutti gli auguri di
Buon Natale e felice anno nuovo!
SONNINO IN AZIONE
venerdì 4 novembre 2016
4 novembre 2016
4 NOVEMBRE…FESTA DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE.
Ai fratelli d’Italia che
difesero i Sacri ed Intangibili confini della Patria.
A tutti i soldati italiani caduti in ogni parte del mondo.
PRESENTE!
Noi non dimentichiamo!
ONORE!
“Il fante l’alpino, il bersagliere,
il marinaio, il pilota,
il granatiere,
la crocerossina, l’ardito
e il cappellano:
tutto l’eroismo del
popolo italiano.”
OGGI METTIAMO
ORGOGLIOSAMENTE UN TRICOLORE ALLE NOSTRE FINESTRE!
SONNINO IN AZIONE
martedì 18 ottobre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
Norma Cossetto... Terra rossa d'Istria, terre mai dimenticate.
NORMA COSSETTO…Martire e simbolo dell’immane strage delle foibe.
Medaglia d' oro al merito
civile alla memoria
«Giovane studentessa
istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente
seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una
foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio.»
-Villa Surani (Istria) –
5 Ottobre 1943-
Norma Cossetto (Santa
Domenica di Visinada, 17 Maggio 1920 - Antignana o foiba di Villa Surani, 4 o 5
ottobre 1943 ) è stata una studentessa italiana, istriana di un paese vicino Visignano, vittima dei partigiani titini dell' esercito
popolare di liberazioni della Iugoslavia.
Norma viveva a San
Domenico di Visinada e si stava laureando in lettere e filosofia all'università
di Padova.
Norma Cossetto apparteneva
a una nota famiglia di possidenti fascisti: il padre Giuseppe Cossetto era un
dirigente locale del Partito Nazionale Fascista ricoprendo a lungo l'incarico
di segretario politico del Fascio locale e di commissario governativo delle
Casse Rurali. Inoltre fu anche podestà di Visinada.
Nel 1943 era ufficiale della Milizia
Volontaria per la Sicurezza Nazionale e in seguito ai fatti dell'8 settembre fu
trasferito presso il Comando della Milizia di Trieste. Pochi giorni dopo la morte di Norma fu ucciso
e anch'esso infoibato.
Nel 1939, diplomatasi
presso il Regio Liceo Vittorio Emanuele III di Gorizia, Norma Cossetto si
iscrisse all' Università di Padova e aderì ai Gruppi Universitari Fascisti
della più vicina Pola. A partire dal 1941 alternò lo studio a supplenze scolastiche
a Pisino e a Parenzo.
Nell'estate 1943 stava
preparando la tesi di laurea intitolata Istria Rossa (riferita alla terra ricca
di bauxite dell' Istria) e aveva come
insegnante di geografia che ne seguiva la tesi il prof. Arrigo Lorenzi, Norma
spesso girava in bicicletta per i paesi dell'Istria visitando municipi e
canoniche alla ricerca di archivi che le consentissero di sviluppare la sua
tesi di laurea.
Dopo l'8 settembre,
secondo la testimonianza della sorella Licia, la famiglia cominciò a ricevere
minacce anche armate. Il 25 settembre 1943, diciassette giorni dopo la
capitolazione dell'Italia e il disfacimento dell'esercito, un gruppo di
partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani approfittando
dello sbandamento generale, irruppe in casa Cossetto, razziando ogni cosa:
« Ci hanno portato via
tutto. Si sono presi anche le divise di papà, che in seguito hanno indossato
cucendoci sopra la stella rossa!...Una volta hanno anche sparato in casa. La
mamma era terrorizzata e anche noi ragazze. Tuttavia, Norma era un po' più
ottimista e sperava che tutto questo disordine anche morale si dissolvesse
presto. »
(Dal racconto di Licia
Cossetto, sorella di Norma.)
Il 26 settembre 1943 un
partigiano di nome Giorgio si recò a casa dei Cossetto convocando Norma al
Comando partigiano nell'ex caserma dei Carabinieri di Visignano. Il comando partigiano era composto da
partigiani comunisti sia italiani sia slavi. Qui dopo essere stata interrogata,
le fu poi richiesto di entrare nel movimento partigiano, proposta che Norma rifiutò. A quel punto Norma fu rilasciata.
Il giorno successivo il
27 settembre Norma fu arrestata dai partigiani insieme ad ex caserma della
Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici tra
i quali Eugenio Cossetto, Antonio Posar, Antonio Ferrarin, Alda Riosa vedova
Mechis in Sciortino, Maria Valenti, Umberto Zotter ed altri, numerosi abitanti
di San Domenico, Castellier, Ghedda, Villanova e Parenz. I prigionieri furono
tutti confinati nella ex caserma della Guardi di Finanza a Parenzo. Qui fu
raggiunta dalla sorella Lidia che tentò inutilmente di ottenerne il rilascio.
Un paio di giorni dopo i tedeschi occuparono Visinada così i partigiani
sentendosi minacciati, in nottata a bordo di un autocarro, trasferirono tutti i
prigionieri nella scuola di Antignana
trasformata in prigione.
Nella scuola di
Antignana, Norma fu separata dagli altri prigionieri. Tra il primo e il 4
ottobre Norma, legata nuda ad un tavolo, fu sottoposta a sevizie e
stuprata dai suoi carcerieri. Secondo
alcune testimonianze erano 17.
L'episodio della violenza
carnale fu poi riferito da una donna abitante davanti l'ex caserma, che,
attirata da gemiti e lamenti, appena buio osò avvicinarsi alle imposte
socchiuse vedendo Norma legata al tavolo.
« Ancora adesso la notte
ho gli incubi, al ricordo di come l'abbiamo trovata: mani legate dietro alla
schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà
la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra
all'addome.... Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di
guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono
convinta che l'abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di
ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: "Signorina non le
dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla
scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e
delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti:
invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo
paura anch'io"» »
(Dal racconto di Licia
Cossetto, sorella di Norma)
La notte tra il 4 e 5
ottobre Norma e gli altri ventisei prigionieri legati col fil di ferro, furono
costretti a spostarsi a piedi fino a Villa Surani. Qui, ancora vivi, furono
gettati nella foiba li vicina. Norma e
le altre donne prima di essere uccise furono nuovamente sottoposte a violenze.
Poco tempo dopo anche la
sorella Lidia fu arrestata e dopo un lungo interrogatorio rilasciata con la
minaccia di venir nuovamente arrestata.
« Anch'io qualche tempo
dopo sono stata arrestata. Mi prelevarono un pomeriggio, gente del posto, e mi
portarono preso la scuola di Castellier, per interrogarmi: volevano sapere dove
fosse mio padre e altre notizie sulla nostra famiglia, inoltre insistevano
perché io aderissi alla loro causa. Al mio rifiuto mi riaccompagnarono a casa,
sempre sotto scorta, e mi dissero che mi avrebbero ripresa al più presto. »
(Dal racconto di Licia
Cossetto, sorella di Norma).
Quando il padre Giuseppe
Cossetto venne a conoscenza dell'arresto della figlia si aggregò ad un reparto
della Milizia di Trieste e rientrò al
paese. Qui cominciò a fare domande sulla sorte della figlia finché, a sua
volta, il 7 ottobre 1943, insieme ad un parente, Mario Bellini, anch'esso della
Milizia, fu ucciso a coltellate a Castellier-Santa Domenica da un partigiano. I due corpi furono pochi
giorni dopo gettati in una foiba. Dopo l'occupazione tedesca dell'Istria, il 10
dicembre 1943 i vigili del fuoco di Pola guidati dal maresciallo Arnaldo
Harzarich, ritrovarono il corpo di Norma nella foiba profonda m. 136: era
caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo
di altri cadaveri; aveva ambedue i seni pugnalati, un pezzo di legno conficcato
nella vagina e altre parti del corpo
sfregiate. Arnaldo Harzarich dichiarò la propria «certezza che anche negli
ultimi istanti le ragazze avessero dovuto lottare contro la brutalità dei partigiani».
Emanuele Cossetto, che
identificò la nipote Norma, riconobbe sul suo corpo varie ferite d'arma da
taglio e altrettanto riscontrò sui cadaveri degli altri.
A seguito di denuncia da
parte della sorella Lidia, i soldati tedeschi catturarono sedici dei suoi
assassini e li costrinsero a passare la notte in piedi vegliando la salma di
Norma, prima di essere fucilati all'alba del giorno successivo: tre partigiani
impazzirono. Il cadavere di Norma fu composto nella piccola cappella mortuaria
del cimitero di Santa Domenica.
Norma riposa assieme al
padre nel cimitero di S. Domenica di Visinada, una frazione di Visignano.
Nell' autunno 1944 a Trieste
nacque il Gruppo d' Azione Femminile " Norma Cossetto" dipendente dalla federazione del PFR , unico esempio di corpo paramilitare
femminile della Repubblica Sociale Italiana.
L' Università di
Padova su proposta del rettore, Concetto Marchesi, e del Consiglio della
Facoltà di Lettere e Filosofia, le conferì la laureaad honorem sei anni dopo la
morte.
L'8 febbraio 2005 l'allora Presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi ha insignito Norma
Cossetto della Medaglia d' oro al merito civile.
Il 10 febbraio 2011 l'Università degli Studi di Padova e Il
Comune di Padova, nell'ambito delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo in
memoria delle vittime delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, ha scoperto
nel Cortile Littorio del Palazzo del Bo' (sede del Rettorato e della Facoltà di
giurisprudenza) una targa commemorativa della morte di Norma Cossetto e della
laurea honoris causa lei attribuita. Il Comune di Narni (Terni) nel luglio 2011 le ha dedicato una via, come il Comune di
Bolzano , intitolando una via a Norma Cossetto il 22 ottobre 2012.
AGGHIACCIANTE RACCONTO
DELLA SORELLA LUCIA:
« Ancora adesso la notte
ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla
schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà
la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra
all’addome…. Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare
se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che
l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una
signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma
io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte
socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di
lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e
chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”» »
Alla fine del 2016 verrà
presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film “Rosso Istria”, di
Maximiliano Hernando Bruno, la cui sceneggiatura è stata scritta da Antonello
Belluco, parla della vita di Norma Cossetto e della sua tragedia collegata alle
vicende delle terre Istriane- Giuliano- Dalmate nel 1943-1945.
SONNINO IN AZIONE
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